Bernard-Henri Lévy

L’art de la philosophie ne vaut que s’il est un art de la guerre...

Philosopher contre Hegel et les néo­hégéliens. Philosopher contre l'inter­prétation pré-Bataille, et pré-Collège de sociologie, de la politique de Nietzsche. Philosopher contre le néo-platonisme et son démon de l'absolu. Philosopher contre Bergson et son avatar, justement, deleuzien. Philosopher contre la volonté de pureté, ou de guérir, dont j'ai démontré ailleurs qu'elle est la vraie matrice de ce qu'on a appelé, trop vite, les totalitarismes et qu'une guerre conceptuelle bien menée permet de mieux nommer. Philosopher pour nuire à ceux qui m'empêchent d'écrire et de philosopher. Philosopher pour empêcher, un peu, les imbéciles et les salauds de pavoiser. Philosopher contre Badiou. Philosopher contre la gidouille Zizek. Philosopher contre le parti du sommeil, des clowns ou des radicalités meurtrières. Pardon, mais c'est la vérité. Chaque fois que j'ai, depuis trente ans, fait un peu de philosophie c'est ainsi que j'ai opéré : dans une conjoncture donnée, compte tenu d'un problème ou d'une situation déterminés, identifier un ennemi et, l'ayant identifié, soit le tenir en respect, soit, parfois, le réduire ou le faire reculer. Guerre de guérilla, encore. Harcèlement. Et à la guerre comme à la guerre.

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Non posso mantenere il silenzio più a lungo!

Autres Archives, par Roman Polanski, pour La règle du jeu

Roman-Polanski_digne3-150x93 Nei sette mesi che sono trascorsi dal 26 settembre 2009, data del mio arresto all’aeroporto di Zurigo, dove il rappresentante del ministro della Cultura doveva consegnarmi un premio alla carriera, mi sono astenuto da qualsiasi commento pubblico ed ho chiesto ai miei avvocati di limitare le loro dichiarazioni allo stretto necessario. Volevo che le autorità giudiziarie di Svizzera e Stati Uniti, come anche i miei avvocati, svolgessero il loro lavoro senza interventi polemici da parte mia.
Ho deciso di rompere il silenzio per rivolgermi direttamente a voi, senza intermediari e con parole mie.
Come tutti voi, ho vissuto momenti drammatici e momenti felici e non vi chiederò ora di impietosirvi sulla mia sorte. Chiedo soltanto di essere trattato equamente, come qualsiasi cittadino.
E’ vero: 33 anni fa mi sono dichiarato colpevole, ho scontato, nella prigione dei criminali di reati comuni di Chino, e non in una prigione di Vip, una pena che doveva ricoprire la totalità della mia condanna. Quando sono uscito dal carcere, il giudice ha cambiato idea e ha preteso che a Chino non avessi scontato l’intera condanna; è tale cambiamento radicale di posizione che ha motivato la mia partenza dagli Stati Uniti.
Dopo più di 30 anni, la mia vicenda è tornata a galla a causa di un documentarista il quale ha raccolto testimonianze di persone che, all’epoca, erano coinvolte in questa storia. Non ho partecipato in nessun modo a tale progetto, né direttamente né indirettamente. Il documentario che ne è derivato ha messo in evidenza il fatto che avevo lasciato gli Stati Uniti perché trattato ingiustamente, il che ha irritato le autorità di Los Angeles. Sentendosi attaccate, queste hanno deciso di esigere la mia estradizione dalla Svizzera, paese in cui mi reco regolarmente da trent’anni senza alcun problema.
Non posso mantenere il silenzio più a lungo!
Non posso mantenere il silenzio più a lungo perché le autorità americane hanno appena deciso, a dispetto di tutte le deposizioni e le argomentazioni di terze parti, di rifiutare la mia condanna in contumacia, mentre la Corte d’appello aveva raccomandato il contrario.
Non posso mantenere il silenzio più a lungo perché la Corte della California ha respinto le numerose richieste della vittima di abbandonare definitivamente i procedimenti contro di me, al fine di risparmiarle i tormenti che attraversa ogni qualvolta questa vicenda viene evocata.
Non posso mantenere il silenzio più a lungo perché recentemente si è verificato un nuovo sviluppo di enorme importanza. Il 26 febbraio di quest’anno, Roger Gunson, il procuratore distrettuale aggiunto incaricato dell’affaire nel 1977, ora in pensione, ha dichiarato sotto giuramento, davanti al giudice Mary Lou Villar e in presenza di David Walgren, l’attuale procuratore che in tutta libertà poteva contraddirlo e interrogarlo, che il 16 settembre 1977 il giudice Rittenband aveva dichiarato davanti a tutte le parti in causa che il mio periodo di incarcerazione a Chino corrispondeva alla totalità della condanna che dovevo scontare.
Non posso mantenere il silenzio più a lungo perché la domanda di estradizione indirizzata alle autorità svizzere è basata su una menzogna. Nella stessa dichiarazione, Roger Gunson, il procuratore distrettuale aggiunto ora in pensione, ha inoltre detto che era falso affermare, come fa l’ufficio del procuratore distrettuale nella sua domanda di estradizione, che il tempo da me trascorso a Chino fosse destinato a una perizia psichiatrica. La suddetta richiesta sostiene che ero scappato per sfuggire alla condanna delle autorità giudiziarie, quando invece nel patteggiamento durante il processo avevo riconosciuto i fatti, e ero tornato negli Stati Uniti per scontarvi la mia pena. Mentre alla Corte non restava che confermare questo accordo, il giudice decise di respingerlo per farsi pubblicità a mie spese.
Non posso mantenere il silenzio più a lungo perché per oltre 30 anni i miei avvocati non hanno mai smesso di mettere in evidenza che ero stato tradito dal giudice, il quale aveva giurato il falso, e che avevo scontato la mia condanna. Oggi, il procuratore distrettuale aggiunto che si era occupato dell’affaire negli anni Settanta, un uomo dalla reputazione irreprensibile, conferma sotto giuramento le mie dichiarazioni, il che apporta una luce del tutto nuova sulla vicenda.
Non posso mantenere il silenzio più a lungo perché le stesse cause producono oggi gli stessi effetti. Il nuovo procuratore distrettuale che ha chiesto la mia estradizione è in campagna elettorale e ha anch’egli bisogno di pubblicità!
Non posso più tacere perché gli Stati Uniti continuano a reclamare la mia estradizione più per consegnarmi in pasto ai mass media del mondo intero che per pronunciare un giudizio su cui un accordo è stato trovato 33 anni fa…
Non posso mantenere il silenzio più a lungo perché sono assegnato agli arresti domiciliari a Gstaad dopo aver versato un’elevatissima somma di denaro come cauzione, e questo mi ha obbligato a ipotecare l’appartamento in cui vivo da oltre 30 anni. Attualmente, mi trovo nell’impossibilità di lavorare e sono costretto a vivere lontano dalla mia famiglia.
Ecco i fatti che desideravo farvi conoscere, nella speranza che la Svizzera riconoscerà che questa domanda di estradizione non si basa su alcuna giustificazione legale, e che potrò così ritrovare la pace, riunirmi alla mia famiglia, e vivere libero nel paese dove sono nato.

Roman Polanski

(trad. Daniela Maggioni)

10 commentaires »

  1. Mr. Polanski is an artist, a producer, and a film maker. But is he a man?

    Commentaire par BABAK — vendredi 7 mai 2010 @ 23:26

  2. You are a great producer but you have to face the court and do your time and than live your life as a free man. (Be a man and do things right)

    Commentaire par Joann — mardi 4 mai 2010 @ 20:41

  3. Roman – you’ve had a brilliant career, but come back and face the charges like a man. My guess is that you might serve a very brief amount of time behind bars if any, but then you will be released outright and free to travel wherever you please without worry of arrest. Your victim has forgiven you, and that makes you a very lucky man. You feel cheated because the judge backed out on the sentencing deal, which was borne from crooked origins anyway. But please, be a man and face the music.

    Commentaire par Katie — lundi 3 mai 2010 @ 18:22

  4. Le problème est que M. Polanski est fugitif, et l’un a été pour plus de 30 ans. Ceci est un crime sérieux. Sans tenir compte de ce que vous pensez à Polanski comme un directeur, ou de la conduite de l’événement contre lui il y a longtemps, ou du pardon accordé par sa victime, le fait reste que Polanski a commis un crime continuel contre l’Etat de Californie et les Etats-Unis en fuant pour échapper condamner. Aucun système légal peut permettre à tel comportement pour aller impuni.

    The problem is that Mr. Polanski is a fugitive, and has been one for over 30 years. This is a serious crime. Regardless of what you think about Polanski as a director, or about the conduct of the proceedings against him long ago, or about the forgiveness granted by his victim, the fact remains that Polanski has committed a continuing crime against the State of California and the United States by fleeing to escape sentencing. No legal system can allow such behavior to go unpunished.

    Commentaire par Aurelio Mantenere — lundi 3 mai 2010 @ 17:41

  5. Considering the present day celebrity and gossip culture that pervades, I say put this case away and forget it. The man has lived a worthy life and has contributed artstically and culturally to our society for a couple of decades. The amount of time, effort and money that will be squandered to continue this nonsense of going after Mr. Polanski is in itself criminal. Many present day so-called celebrities – who appear daily in the headlines of trash publications – exhibit behavior that is disgusting and are admired for it. I agree with the comment of P Gomez – there needs to be a body of people to act on behalf of Roman Polanski.

    Commentaire par Ruth Higdon — lundi 3 mai 2010 @ 15:56

  6. This Polanski is not above the law. He needs to serve his sentence and let the systen do its job.

    Commentaire par jc — lundi 3 mai 2010 @ 15:51

  7. Bonjour
    Je viens d’entendre la réaction de BHL sur les pbs de Roman Polanski.
    Hélas ! Je ne réagis qu’à mon petit niveau. Mais c’est moi qui doit être un peu simple. Ma réaction a été de repenser qu’en d’autres temps, on avait les combats qu’on méritait. M. Zola, par exemple, lui, mettait son talent à défendre un homme comme Dreyfus. D’autres à défendre la cause de personnes persécutées pour des délits d’opinion.
    Aujourd’hui, Monsieur BHL s’occupe de Polanski. Je pense que dans quelques années, la réaction de M. BHL, dans la forme et dans le fond, restera dans l’histoire à la même place que M. Zola ! On a l’époque et les affaires qu’on mérite.
    Merci

    Commentaire par Jean Michel Castellon — lundi 3 mai 2010 @ 15:22

  8. Vous faites le crime et vous faites le temps.

    J’ai signalé ce message deux fois et il a été enlevé. Aucune liberté de parole sur ce site Web ?

    Commentaire par Bill — lundi 3 mai 2010 @ 15:00

  9. Merci à Roman Polanski d’avoir écrit ce beau et véridique texte. Merci à Bernard-Henry Lévy de l’avoir publié sur son site Internet. J’espère que cette aventure se conclura par la défaite des chacals et la victoire du droit.
    Gabriel Matzneff

    Commentaire par gabriel matzneff — lundi 3 mai 2010 @ 10:29

  10. Intellectual and artistic forces need to unite and form an independent body to appeal to the various international courts on behalf of Mister Polanski, as they did with the case of Jean Genet. I don’t know the answer to the question « What should be done then? » I do however believe that sending him to the U.S. would be a bad idea.

    Commentaire par P.Gomez — dimanche 2 mai 2010 @ 21:34

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