Une foule en Italie pour BHL : « L’européisme sort du silence » (Folla per BHL: “L’europeismo esca dal silenzio”, La Stampa)

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La tournée « Looking for Europe » du philosophe français contre les populismes, a débuté le 5 mars à Milan. Plus d’un millier de spectateurs, Monti, Renzi et le maire de la ville, Sala, étaient dans le public.

Le compte-rendu du journal italien La Stampa :

« A Milano debutta lo spettacolo contro il populismo del filosofo francese. Più di mille spettatori, in platea anche Monti, Renzi e il sindaco Sala.

Un tavolino, una sedia, una chaise-longue, una bottiglia di whisky, libri e carte alla rinfusa. E in mezzo lui, Bernard-Henri Lévy, vestito da BHL con la celebre camicia bianca slacciata d’ordinanza. A mettersi in gioco come attore in uno spettacolo che alle volte diventa un comizio e altrettante un grido d’amore per l’Europa, questa faticosa Unione che bene o male ci tiene insieme evitando guai peggiori da settant’anni ma anche l’Europa eterna, ideale, sognata, poetica. L’Europa di Vaclav Havel e di Salman Rushdie, di Stendhal e di Tiziano, tutti evocati dall’immensa cultura dell’autore-attore nei 90 minuti intensi e bellissimi di «Looking for Europe», al debutto ieri sera al Franco Parenti di Milano.

È l’inizio della personale campagna elettorale anti populista di BHL in vista delle europee di maggio, venti tappe iniziando proprio dall’Italia, per difendere l’Europa e il suo popolo da un’ondata nazionalista, xenofoba e talvolta francamente fascista «senza precedenti dagli Anni 30». Lo spettacolo, di cui «La Stampa» è media partner, finisce così per diventare molte cose insieme: one man show, riflessione, polemica (con molte citazioni di persone, fatti e misfatti italiani) ma soprattutto speranza nell’«unica utopia che ci resta», l’Europa.

Lui interpreta sé stesso: un intellettuale chiuso in un albergo di Sarajevo (ogni riferimento al posto dove si è combattuta l’unica guerra europea dopo quelle mondiali è puramente voluto), che ha a disposizione 90 minuti per scrivere un discorso sull’Europa. E si interroga sull’idea di Europa, che è poi forse l’idea stessa della civiltà. Servirà? I populisti non frequentano i teatri e non ascoltano i philosophes. Nelle dichiarazioni della vigilia, BHL spiegava che l’obiettivo non è di far cambiare idea a chi l’ha diversa né di convincere chi è già convinto, «ma di fargli coraggio, di farlo uscire dal silenzio». Il Franco Parenti era gremito da circa mille persone. In sala, tra le bandiere europee, anche Mario Monti, Matteo Renzi, Giovanni Bazoli, breve introduzione dell’archistar Stefano Boeri, testimonial della tappa milanese del tour, che elogia la «libertà di pensiero» di Lévy e del sindaco Beppe Sala che dice, acclamato, che la manifestazione antirazzista di sabato «è stata bellissima». Applausi. Forse non tutto è perduto per l’Europa e per noi. »

https://www.lastampa.it/2019/03/06/esteri/folla-per-bernardhenri-lvy-leuropeismo-esca-dal-silenzio-gjWJhVYn5GuvyIKA5vHOiJ/pagina.html


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