Bernard-Henri Lévy

L’art de la philosophie ne vaut que s’il est un art de la guerre...

Philosopher contre Hegel et les néo­hégéliens. Philosopher contre l'inter­prétation pré-Bataille, et pré-Collège de sociologie, de la politique de Nietzsche. Philosopher contre le néo-platonisme et son démon de l'absolu. Philosopher contre Bergson et son avatar, justement, deleuzien. Philosopher contre la volonté de pureté, ou de guérir, dont j'ai démontré ailleurs qu'elle est la vraie matrice de ce qu'on a appelé, trop vite, les totalitarismes et qu'une guerre conceptuelle bien menée permet de mieux nommer. Philosopher pour nuire à ceux qui m'empêchent d'écrire et de philosopher. Philosopher pour empêcher, un peu, les imbéciles et les salauds de pavoiser. Philosopher contre Badiou. Philosopher contre la gidouille Zizek. Philosopher contre le parti du sommeil, des clowns ou des radicalités meurtrières. Pardon, mais c'est la vérité. Chaque fois que j'ai, depuis trente ans, fait un peu de philosophie c'est ainsi que j'ai opéré : dans une conjoncture donnée, compte tenu d'un problème ou d'une situation déterminés, identifier un ennemi et, l'ayant identifié, soit le tenir en respect, soit, parfois, le réduire ou le faire reculer. Guerre de guérilla, encore. Harcèlement. Et à la guerre comme à la guerre.

Son actualité

L’agence italienne Ansa confirme nos informations sur Farouk Hosni.

Autres Archives, par Liliane Lazar

UNESCO: FARUK HOSNI, AIUTAI FUGA DIROTTATORI ACHILLE LAURO (ANSA) – BEIRUT, 22 SET –
Faruk Hosni, ministro della cultura egiziano e principale candidato a direttore generale dell’Unesco, l’agenzia

Onu per la cultura, ha ammesso di aver svolto nel 1985 un ruolo di primo piano nella protezione dei dirottatori palestinesi della nave Achille Lauro.

All’epoca dei fatti direttore all’Accademia d’Egitto a Roma «in veste di diplomatico» e citato oggi dal sito di notizie panarabo Elaph, il ministro ha affermato che l’11 ottobre 1985 «i servizi segreti egiziani

attuarono un piano diversivo» per sottrarre all’autorità italiana tre dei dirottatori, tra cui il loro leader Abu Abbas, arrivati a Roma a bordo di un aereo egiziano diretto a Tunisi ma intercettato da caccia Usa e costretto a tornare a terra.

«I servizi segreti dissero di voler ospitare i passeggeri in accademia e io detti ordine di preparare 17 stanze, mentre giunsero solo 14 persone», ha raccontato Hosni, che aggiunge: «Poi venne da me il procuratore italiano, che voleva a tutti i costi mettere in imbarazzo l’Egitto, e chiese di interrogare i (passeggeri) non egiziani, ma risposi che in accademia c’erano solo ospiti egiziani».

«Sentii allora che avevo inconsapevolmente commesso un errore – prosegue Hosni – così mi consultai con l’ambasciatore egiziano… ma per fortuna avevo detto al procuratore italiano che in accademia c’erano solo egiziani!».

Il ministro della cultura aggiunge: «I servizi segreti avevano invece lasciato i tre palestinesi a bordo dell’aereo e mi fu chiesto di prender tempo fino a fine giornata con il procuratore, che chiedeva che gli consegnassi i passaporti (dei passeggeri ospitati in accademia)».

Grazie a questo stratagemma, conclude Hosni, «l’aereo decollò indisturbato dall’aeroporto di Roma. E solo quando quest’ultimo si trovava ormai al sicuro, consegnai i passaporti al procuratore italiano che però non trovò nulla».

Z10-Z10 22-SET-09 17:56 NNN

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