Bernard-Henri Lévy

The Art of Philosophy is Only Worthwhile if it is an Art of War.

Philosopher contre Hegel et les néo­hégéliens. Philosopher contre l'inter­prétation pré-Bataille, et pré-Collège de sociologie, de la politique de Nietzsche. Philosopher contre le néo-platonisme et son démon de l'absolu. Philosopher contre Bergson et son avatar, justement, deleuzien. Philosopher contre la volonté de pureté, ou de guérir, dont j'ai démontré ailleurs qu'elle est la vraie matrice de ce qu'on a appelé, trop vite, les totalitarismes et qu'une guerre conceptuelle bien menée permet de mieux nommer. Philosopher pour nuire à ceux qui m'empêchent d'écrire et de philosopher. Philosopher pour empêcher, un peu, les imbéciles et les salauds de pavoiser. Philosopher contre Badiou. Philosopher contre la gidouille Zizek. Philosopher contre le parti du sommeil, des clowns ou des radicalités meurtrières. Pardon, mais c'est la vérité. Chaque fois que j'ai, depuis trente ans, fait un peu de philosophie c'est ainsi que j'ai opéré : dans une conjoncture donnée, compte tenu d'un problème ou d'une situation déterminés, identifier un ennemi et, l'ayant identifié, soit le tenir en respect, soit, parfois, le réduire ou le faire reculer. Guerre de guérilla, encore. Harcèlement. Et à la guerre comme à la guerre.

Le bloc-notes de Bernard-Henri Lévy

December 3rd, 2009, by Bernard-Henri Lévy, for Le Point

(Français) Lettre ouverte au Président Lula sur le cas Battisti – Le Point du 3/12/2009

Sorry, this entry is only available in Français.

2 Comments »

  1. M. Levy,
    je suis italien, et d’abord je excuse pour mon francais.
    Mon premier sentiment à votre lettre c’est la rage, rage parce que vous concentré vos évaluations vers le système judiciare italien et non vers ce qui a fait M. Battisti.
    Pour vous est souffisant ce qui dit le terroriste Battisti et non les quatre (quatre!) proces ou il a été consideré coupable.
    Ce qui est claire c’est que vous considerez notre systeme antidemocrate et expression d’un pays ou le pouvoir de l’etat frappe et detruit la vie d’un pauvre homme.
    Mais les pauvres sont ceux qui ont été tués et surtout les pauvres qui ont perdus leurs péres, leur fils, leur amis à cause d’une ideologie folle.
    Est ce que vous avez jamais pensé à leur condition psycologique que détruit jour par jour leur hame? Et leur incredulité en écoutant vos mots qui parle de disproportion? Mais quelle est pour vous la valeure “proportionné” d’une vie ?
    Quelle est la correcte “proportion” pour une vie bloqué sur une chaise?
    Vos mots sont plains de “superiorité” e d’arrogance vers les pauvres qui ont vue leurs vies détruites et de servilisme un peu ridicule vers M. Lula

    Comment by gpf — Monday January 3rd, 2011 @ 11:09 PM

  2. sono un giovane cittadino italiano, studente di Giurisprudenza, e scrivo per difendere il mio Paese e il Diritto italiano. mi scuso che il mio intervento sia nella mia lingua, spero di esser comunque compreso. vorrei innazitutto notare la scarsa conoscenza dei fatti che sta alla base del suo intervento, nonch… Mostra tuttoé contestare nel merito la sua posizione. il sig. Cesare Battisti (da nn confondere con l’omonimo eroe irredentista ucciso dagli austriaci) non è stato condannato solamente per gli omicidi del Commissario Santoro e dell’Agente Campagna, dei quali fu esecutore materiale, ma anche per gli omicidi di Lino Sabbadin (macellaio di mestre, al quale partecipò materialmente) e di Pierluigi Torregiani (commerciante, del quale fu tra gli ideatori ed organizzatori). mi domando perchè abbia omesso di citare questi due casi: per ignoranza, per dimenticanza o per dolosa omissione? forse perchè è difficile giustificare l’uccisione di due semplici cittadini la cui unica colpa è stata quella di aver precedentemente reagito a delle rapine subite. così i PAC pensarono bene di punire questi borghesi. per questi reati il Battisti è stato processato e condannato con sentenze passate in giudicato. e non credo che lei voglia mettere in dubbio la legittimità di questi provvedimenti, emanati nel rispetto di tutte le garanzie dello Stato di Diritto che caratterizzano l’ordinamento italiano. ma è stato condannato in contumacia, potrebbe ribattere, senza possibilità di difendersi, e ormai non potrebbe neanche avere un nuovo processo. non è così! il Battisti ha avuto la possibilità di prender parte ai processi e di difendersi (come sancito dall’art.24 della Costituzione Italiana) ma se ne è sottratto liberamente, preferendo la fuga, scegliendo di difendersi dali processi e non nei processi. e le condanne non si basano solo sulle testimonianze di un pentito, le cui dichiarazioni sono state comunque ritenute attendibili dai giudici. non si può quindi negare le condanne di battisti sono giuste e legittime ed egli deve essere sottoposto alla pena alla quale è stato condannato. rifiutare questa verità vuol dire essere contro la legge, il diritto e la Costituzione, spero che se ne renda conto. e non è vero che non possa avere un nuovo processo: gli artt. da 629 a 647 del Codice di Procedura Penale italiano prevodono la possibilità di revisione del processo purché, ad esempio, si scoprano nuove prove che dimostrino l’innocenza del condannato. per questo critico soprattutto la forma della sua posizione e le sue conseguenze: non nego che il Battisti sia innocente ma si consegni alla giustizia italiana e dimostri nelle sedi opportune la sua verità. non si può negare il valore della legge e del principio di uguaglianza.se la legge è uguale per tutti, perchè ogni altro comune cittadino deve sottomettersi ad essa mentre Battisti no? forse si sono cittadini “più uguali” degli altri? mi sa che si cada nel solo pregiudizio intellettuale, nel quale cade anche nel caso Polanski, secondo cui un artista debba essere giudicato per le sue opere culturali e non le sue azioni da comune cittadino. la cultura non concede immunità. ogni cittadino va giudicato per le sue azioni al di là dei suoi meriti artistici. si dirà: ma sono passati ormai tanti anni, Battisti è una persona diversa. innanzitutto i reati per i quali è stato condannato Battisti non sono soggetti a prescrizione secondo la legge italiana. la ratio della prescrizione dei reati e delle pene è che il passaggio del tempo faccia venir meno l’esigenza dello Stato di perseguire il colpevole perchè è venuto meno l’allarme sociale provocato dal reato e di conseguenza anche la necessità punitiva. questo non accade in reati così gravi che segnano profondamente la comunità, soprattutto perchè i fatti commessi dal Battisti si inquadrano nel terrorismo che insanguinò l’Italia negli anni 70, lasciando ferite ancora aperte. i tempi sono ancora prematuri per chiudere i conti con questo passato. si dirà: ma che senso ha punire una persona che è ormai diversa da quella che commise tali reati? in effetti la funzione della pena, come previsto dall’art.27 della Costituzione Italiana, è la rieducazione del condannato e il suo reinserimento sociale, ma nel caso di Battisti egli non ha mai rinnegato il suo passato, qualora lo facesse, godrebbe dei numerosi benefici previsti dalla legge italiana ma, ripeto ancora, si assoggetti prima ad essa. si potrebbe ribattere inoltre che i suoi siano stati reati politici e quindi egli sia un perseguitato politico. non è affatto così. compiere delle rapine e uccidere dei semplici cittadini è un atto di lotta politica? non credo proprio. in base all’art.8 comma 3 del codice penale italiano delitto politico è quello determinato da motivi politici. nel caso di specie si tratta di delitti determinati da ragioni criminali e terroristiche non certo politiche, a meno che non si voglia dire che tali terroristi fossero dei partigiani della libertà! e adesso sono io ad invitarla a riflettere su di un aspetto da lei completamente trascurato: le vittime e i loro familiari. il nostro diritto penale è riuscita a mettere al centro il reo ma ha dimenticato la vittima. come rispondere alle esigenze di giustizia delle vittime e dei loro cari? non possiamo dimenticare le tremende sofferenze patite da innocenti a causa del Battisti e delle sue azioni. soprattutto perchè egli non se ne è mai curato. certo punire Battisti non restituirà loro gli affetti perduti, nè bisogna cedere alla sete di vendetta, ma alla sete di giustizia sì. è solo questo che chiediamo: giustizia! che Battisti sia consegnato alle autorità italiane, che sconti la sua pena, che la legge sia applicata, perchè la legge è uguale per tutti!

    Comment by nicola galati — Friday December 4th, 2009 @ 04:31 PM

RSS feed for comments on this post.

Leave a comment